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27 January waiting for the reality becomes real...
Am I afraid ?
... If an illusion is destroyed as pieces of broken mirror ...
waiting for the reality becomes real... Closing my eyes to sleep...
Opening them to understand the distance between me and my life, the limits of me,
the balance that can be, the words that I know
... I feel that nothing has changed or maybe everything is different ...
I always think too mutch and it is always useless.
I am in love, love makes me stronger than before but more afraid than ever...
Waiting for the reality becomes real:
waiting for an embrace where disappear, where dissolve insecurities and fears...
Da quando nel mio blog c'è la parola PORNOGRAFIA è cliccatissimo ( chiavi di ricerca, ndS )
senti, sfigato, questo blog non parla di quello che interessa a te.
Tra l'altro, ci tengo a dirtelo, mi fai pena.
25 January
...governeranno le persone realmente ricche, non di oro, ma di quella ricchezza che rende l’uomo felice, la vita onesta e fondata sull’intelligenza. Se invece vanno al potere dei pezzenti, avidi di beni personali e convinti di dover ricavare il loro bene di lí, dal governo, non è possibile una buona amministrazione: perché il governo è oggetto di contesa e una simile guerra civile e intestina rovina con loro tutto il resto dello stato.
– Verissimo, rispose.
– Conosci dunque, ripresi, qualche altro modo di vita che spregi le cariche pubbliche e non sia quello del vero filosofo?
– No, per Zeus!, rispose.
– D’altra parte, al governo devono andare persone che non amino governare. Altrimenti la loro rivalità sfocerà in contesa. – Come no?
– Chi dunque costringerai ad assumersi la guardia dello stato se non coloro che meglio conoscono quali sono i modi per la migliore amministrazione di uno stato, e che possono avere altri onori e una vita migliore di quella politica?
– Nessun altro, rispose....
platone 387 a.C
21 January sono in Lettonia da tre mesi e ho visto le stelle tre volte.
no... ci sono sempre.
non guardi il cielo, io lo guardo tutti i giorni e le stelle ci sono state solo tre volte.
ma no che non lo guardo, credo che le stelle siano li' e nessuno le tolga.
ti sbagli, le nuvole possono coprirle. Oggi c'e' la luna piena lo sai?
No.
Ecco, appunto. Non guardi il cielo. Io ci vivo guardando il cielo.
20 January Ho nove lats e ottantuno centesimi in banca.
Ma che cazzo ci va a fare in Lettonia per uno stipendio cosi' basso.
non si fa mica tutto per i soldi
Parto per mille motivi che nessuno o quasi nessuno capisce, verso un dove che non sapevo neanche bene come fosse.
Mi ritrovo in una citta' brutta e disarmonica, in cui tutto e' lo spettro di anni di poverta', in cui la risalita economica si specchia nelle lucine di due supermercati e nei vestiti firmati dei ragazzini.
Cammino e sono le sette e mezza del mattino, mi guardo intorno, mi fermo in lontananza per far passare due ubriachi che barcollano, mi rifermo per farne passare un altro, mi guarda in faccia, mi dice qualcosa in russo, mi insacco nella giacca e per un attimo ho persino paura, mi dice qualcos'altro mentre io continuo a non guardarlo, va via.
Dopo una notte passata con gli occhi spalancati, a cercare di dormire... adesso scrivo sbadigliando, senza cercare di dare forma alle parole.
Il computer e' morto di nuovo, il telefonino dopo anni di onorato servizio e' in stato di morte cerebrale, vorrei dormire, vorrei essere a casa da sola e non con quella cretina di Amalia che ride e parla russo e dice DA DA DA.
Niet.
Pachmu'.
Arascio'. Davai.
Inizio a rendermi conto di quanto sara' difficile ripartire di nuovo.
Dovrei tornare all'aeroporto e lasciare al di la' del ceck in la mia vita ?
Perche' ?
Solo per dimostrarmi che io posso farlo? ma ne vale la pena?
cosa perdo ? e' poi vero che quello che oggi non mi sembra essere formativo, negli anni mi servira' moltissimo?
mh... notte insonne.... sbadigli e male alla testa... primi effettivi cedimenti dal fronte lettone.
17 January
[ eppur ancor parla, direbbe Galileo ]
{ si scrive un po' e non un po ... sono anticlericale quanto pignola.
15 January parlo da sola mentre cammino.
09 January ero li' e volevo essere qui, sono qui e vorrei essere li', saro li' e dovro' tornare qui, tornero' qui e vorro' essere li'.
La lontananza dilata il tempo, lo immobilizza, allarga gli spazi, li moltiplica, approfondisce la tristezza, le da' un significato.
Come sempre o cammino in un prato fiorito o in mezzo alle spine.
mi fa male la testa da giorni che non passano mai.
... ho pensato al suono del suo nome, a come cambia in base alle persone ...
07 January
Fuori il mondo è in congelatore e il tempo immobile.
Testa che pulsa, sbadiglio senza sonno.
Sembra che a quest'ora tutto sia fatto solo per essere pensato
Domani - che come sempre è già oggi - uscirò dal silenzio di questi giorni.
Mal di testa, quello che avevo da piccola e che poi non è mai andato via, quello delle tempie che fanno male all'improvviso e dei segni viola sotto gli occhi.
Chissà da dove vieni e cosa vuoi da me.
Perchè mi mordi le tempie e non mi fai dormire...
Perchè mi lasci sveglia a cercare le parole per descrivere le mie innamorate, solitarie, nottambule insonnie lettoni di un inverno impossibile da scaldare...
Non passi, non vai via, resti lì: ad amplificare una malinconia da lontananza che ho consapevolmente cercato.
06 January Se appoggio la mano al vetro della finestra ho la sensazione che se la mettessi nel congelatore avrei meno freddo.
Mica ci sono meno venti gradi nel congelatore.
Morirò congelata e nel morire piangerò e mi si congeleranno le lacrime.
...Oh…ma vedi come sono io?
...Perchè prendo parto vado e poi, dopo, eventualmente, ragiono su quel che ho fatto ?
NO !
Silvia...
devi impare a fare il contrario: ragioni e poi, eventualmente, prendi parti e vai.
Prova.
Scrivilo qui
Per il duemilaotto mi propongo di :
- ragionare concretamente su quello che mi accingo a compiere
- non fare più nulla che possa accelerare ulteriormente il naturale processo di invecchiamento dei miei genitori
- impegnarmi a mantenere un equilibrio purchè sia equilibrio, che sia anche apparente, vaffanculo non importa, ma che sia equilibrio, senza valigie da voler riempire per andare verso altri altrove non ben indentificati
- andare a vedere il concerto dei Chemical brothers { perchè un concerto può diventare uno dei ricordi più belli della mia....
ah, beata ( ?! ) gioventù
- andare a trovare La Giulia a Milano
- lanciarmi con il mio phidanzatino e svolazzare con il paracadute ( questo entra in evidente collisione con il proposito numero due, ma ce ne faremo una ragione )
Bene, tra un anno ci ritroveremo qui.
Se non ci saranno più post deliranti in cui cerco un senso di me che non c'è,
se non ci saranno più giorni in cui mi sento un soffione nel vento
se non ci saranno più giorni in cui mi sento nient'altro che parole vuote ben lontane dall'essere futuribili
se non ci saranno più giorni in cui piango per qualsiasi cosa e non è solo sindrome premestruale
se non ci saranno più giorni in cui desidero tagliare la gola a qualcuno
se non ci saranno più giorni in cui ah chissà se tutto questo è vero
alternati a giorni in cui
... io sono una damina e volteggio con un vestito di raso viola con fiori verdi o verde con fiori viola
... guardo la mediocrità e non mi ci sento parte
... dispenso positività per tutti e non soltato lo faccio ma ci credo
... il mio sorriso mi rende bella e non solo me lo dicono ma mi ci sento
... oggi sono qui ed è esattamente il posto in cui vorrei essere
... io sono così e sono esattamente la persona che vorrei essere
allora, forse, la mia estenuante ricerca di una silvia migliore, non dico che si sarà conclusa, ma inizierà a dare dei risultati.
....o per lo meno non sarò più in preda ad una nauseante altalena percettiva
[ apprezzate lo sforzo, almeno ]
..." ma ne vale la pena anche quando ci sono quelle sere che sono più dure
dove serve bere via le paure
e dentro ci si sente piccoli per sempre"...
05 January A parte che fuori ci sono meno sedici gradi e io morirò.
A parte che sono malata da giorni che mi sembrano mesi e tutto questo fa sì che il tempo passi più lentamente di quanto dovrebbe.
Stavo dormendo e qualcuno ha bussato alla finestra.
Se c'è una cosa che odio è che le persone mi piombino in casa - per farmi una sorpresa -.
Ho sperato che fosse Kristine, almeno mi sarebbe bastato un suo sorriso per non desiderare d'ucciderla.
Erano due insegnanti della scuola che oh Silvia volevamo proprio vedere se stavi meglio, ci presti Apocalypto?
Allora.
Io mi sono svegliata, ho affrontato il cazzo di freddo che c'è, sono andata a fare lezione a tre ragazzine giusto perchè mi stanno simpatiche, sono tornata a casa, mi stavo abbandonando al caldo relax del mio beneamato letto e tu cosa fai? Bussi insistentemente alla finestra, non contento suoni il campanello, fai scendere la padrona di casa che bussa alla porta della mia camera mentre io mi immobilizzo nel letto e faccio finta d'essere morta, lei entra, io faccio sempre più finta d'essere morta, s'avvicina piano, mi tocca, mi dice Siiilvia.
Mi alzo: mi metto la tuta e loro sono già lì su quello che fino a prova contraria ora è il divano di casa mia.
Oh Silvia, come stai, spero meglio, ti trovo meglio, dai che stai guarendo, fuori fa freddo sai, ma farà ancora più freddo, chissà tu povera stella se ce la farai. Ci presti Apocaypto.
E' sul tavolo, prendilo.
Atà.
Atà.
Odio tutti.
Odio davvero tutti nessuno escluso tranne chi sa di essere escluso.
Tutti gli altri li odio, mi fanno schifo, li disprezzo.
Vaffanculo.
arm to arm catch22 per riprendermi. Fuori ci sono meno dodici gradi.
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