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30 October Tutti diversi tutti uguali ( cultural shock part one )Non so bene perche sono qui, a ben pensarci.
Io non volevo venire in Lettonia. Volevo andare da tutt altra parte.
Un giorno, pero, mi hanno chiamata " - Potresti partire tra venti giorni ?-
A Torino le cose non andavano come avrei voluto, non c era motivo per restare. O forse c era.
Disfo casa, trasloco, mi distruggo di pensieri fino ad averne piena la testa e parto. OK.
Mi ritrovo su un divano di una casa molto studentesca, molto simile a quelle che ho frequentato a torino.
Parliamo di fascismo, di partigiani, di ex unione sovietica, di terrorismo.
Ho visto Volkan due volte ma e davvero un grande.
Bello. No, non lui, assolutamente.
Lui e piuttosto bruttino, ma perlomeno ha qualcosa di interessante da dire.
Parliamo di musica, di progetti europei, dei suoi sei mesi in Lettonia. Fumiamo il narghile.
Fumo il narghile con un turco in Lettonia, strana la vita.
Bevo pigna colada - non ci sono accenti in questa tastiera figuati se c e la egne spagnola - con un brasiliano e un turco in una casa in Lettonia.
Boh.
Sono stranita e confusa.
Parlo e mi stupisco di quante cose io riesca a dire in inglese.
Scopro che gran parte delle mie paure sulla mia presunta incapacita di essere brillante in una lingua che non domino sono infondate.
Oliver capisce il portoghese e qualcosa di italiano.
I lettoni sono stupidi, da loro imparo questo.
Sono razzisti, chiusi, altezzosi e rissosi. Spesso molesti quando sono ubriachi.
Odiano i russi, ma non parlano inglese e parlano russo.
La polizia e corrotta, non che questa sia una grande novita, penso.
Non posso camminare da sola quando e buio altrimenti rischio che qualcuno mi attacchi al muro, ed in effetti ieri mi sono guardata intorno e per strada c erano solo ubriaconi.
Pensa te, a Torino tornavo a casa da sola barcollante e adesso ho paura di chi mi barcolla a fianco. I volti degli uomini dell est hanno un aspetto piuttosto inquietante.
Sono finita in una cittadina pericolosa. Ottimo.
Cultural shock part one.
Oliver e Volkan mi dicono che se saro in grado di trovare da sola i modi per divertirmi, mi divertiro tantissimo.
Effettivamente questa citta offre ben poco, gli stimoli si limitano allo scambio interculturale con gli altri volontari.
Mi prendo quest anno per me, per sentirmi gratificata da quello che faccio, per dormire in orizzontale, per svegliarmi senza la paranoia di essere brutta.
Basto a me stessa per sussistenza, autogestione, interessi.
Dov e la vita che aspetto e ho sempre desiderato? E questa?
No, non mi basta prendere un aereo e pronti via. Mi esalta giusto nell attimo del check in, ma poi torna tutto tremendamente troppo normale e troppo in fretta.
Il cielo di Jelgava e il tipico cielo che io odio, ma questo e il posto giusto per imparare a vivere.
Arrivera la primavera ed il cielo migliorera.
Odio aspettare che arrivi sempre un momento migliore, mi sembra di non essere in grado di godermi quello che vivo nel momento in cui lo vivo.
Chissa cosa faro quando quest anno finira.
Mi ripetono tutti che al termine di questa esperienza saro molto piu forte.
Io sono una insicura. Magari non c e neanche niente di male ad esserlo, fin tanto che restano solo abissali parole in blog senza volto.
Sono quella che fa le valigie da se stessa, ma poi davanti allo specchio ci sono sempre io.
Il fatto e che mi guardo davvero troppo dentro, analizzo me stessa e ne vedo chiaramente i limiti, riesco a cogliere ogni sfumatura di ogni mia emozione ed in questo modo la razionalizzo e la problematicizzo.
Voglio capire che valgo qualcosa...perche ancora non lo so e proietto questa mia insicurezza in un presunto e generalizzato menefreghismo degli altri nei miei confronti.
pero, sono profonda come un pozzo.
Here is a little song I wrote
You might want to sing it note for note Don't worry be happy In every life we have some trouble When you worry you make it double Don't worry, be happy...... Ain't got no place to lay your head Somebody came and took your bed Don't worry, be happy The land lord say your rent is late He may have to litigate Don't worry, be happy Lood at me I am happy Don't worry, be happy Here I give you my phone number When you worry call me I make you happy Don't worry, be happy Ain't got no cash, ain't got no style Ain't got not girl to make you smile But don't worry be happy Cause when you worry Your face will frown And that will bring everybody down So don't worry, be happy (now)..... There is this little song I wrote I hope you learn it note for note Like good little children Don't worry, be happy Listen to what I say In your life expect some trouble But when you worry You make it double Don't worry, be happy...... Don't worry don't do it, be happy Put a smile on your face Don't bring everybody down like this Don't worry, it will soon past Whatever it is Don't worry, be happy
29 October Latvian Experience.Persino il mio blog si e messo a parlare russo. Qui continuano a non esserci gli accenti e scrivere in questo modo un po mi mortifica.
Ti ho sognato e ti ho risognato.
Eri proprio tu e sei andato via chiudendo la portiera della macchina senza dire niente, lasciandomi con le gambe incrociate, seduta su un gradino di un posto che non so dove sia. Sono rimasta con la testa tra la mani a pensare che mi sarebbe bastato un "buona fortuna".
Mi sono svegliata arrabbiata, perche sono dall altra parte dell europa e non mi sembra giusto averti nei sogni.
Oggi sto molto male e sono senza medicine, la farmacia e chiusa e non so bene dove sia l altra.
Ieri mi sono anche persa...
Al negozio il commesso mi ha detto che era la prima volta che guardava dentro a degli occhi cosi scuri e che quasi gli facevano paura, ma che sono molto belli.
Ho sorriso e forse un po sono anche arrossita.
Ho detto " bye, see you" e sono andata via.
Ho giocato a bowling con due turchi, una lettone, un brasiliano, una spagnola e un polacco.
Qui tutto prende forma, step by step.
A volte mi viene da piangere, soprattutto quando leggo le e mail di mio fratello che mi fa mille raccomandazioni.
Spera di trovarmi piu serena. Io non so se lo saro mai.
Non fin tanto che la mia serenita dipendera solo da me.
Fin tanto che sara cosi, probabilmente, continuero a tormentarmi, a cercarmi in qualche angolo del mondo e nel sorriso di qualcuno.
Forse la mia serenita dipendera per sempre solo da me, ma in questo continuo a non volerci credere. Sono convinta di essere fatta per stare in due, non da sola.
Viaggiare e bello, ma da sola e triste, assume i connotati di una fuga e non di un viaggio.
Non lo so.
In questo ufficio di un asilo nido lettone mi ritrovo a riflettere sempre sugli stessi argomenti. Ho solo bisogno di sfogarmi un po, perche qui si ride e si scherza, ma chiaramente non si parla con nessuno.
Tutto il mondo e paese.
26 October Latvian experience.Vorrei avere il tempo per scrivere tutto quello che ho pensato. E per scrivero come si deve.
In questa cazzo di tastiera russa non ci sono accenti.
Non posso usare il mio portatile fino a quando non trovero un adattatore per la presa, potrebbero anche iniziare ad usare delle prese internazionali, visto che facciamo i gaggi che siamo in europa.
Qui e tutto molto difficile.
Se non uccide, fortifica.
19 October Huxley docet.Noi viviamo insieme, agiamo e reagiamo gli uni agli altri; ma sempre, in tutte le circostanze, siamo soli. I martiri quando entrano nell'arena si tengono per mano, ma vengono crocifissi soli.
Allacciati, gli amanti cercano disperatamente di fondere le loro estasi isolate in una singola autotrascendenza, invano.
Per la sua stessa natura, ogni spirito incarnato è condannato a soffrire e godere in solitudine.
Sensazioni, sentimenti, intuiti, fantasie, tutte queste cose sono personali e, se non per simboli e di seconda mano, incomunicabili.
Possiamo scambiarci riflessioni circa le esperienze, mai le esperienze stesse.
Ogni gruppo umano è una società di individui-isole.
Cruda definitiva presa di coscienza.
Una bottiglia di vino e due amari e le parole in merito a questa riflessione vengono fuori, nel dehor sminchiato del Margot, dopo una cena di saluto-addio-arrivederci-chissàdovesaròquandotornerai.
Grazie per la pazienza che hai avuto, per la dolcezza che mi hai sempre dato, la profondità e la sincerità con cui mi hai voluto bene.
17 October I'm very confusedData della partenza: giovedì 25 ottobre. Milano Malpensa. Sarà straziante, sarò nervosa. Sto per partire. Dovrei fare la lista delle cose da non dimenticare… Cami oggi va a trovare Chiara a Tenerife e quando torna io parto per la Lettonia. Chissà se si sentirà un po’ sola senza Mele. Lunedì a cena ci sarà anche Zaira… Sarà una cena strana. Io sarò talmente ubriaca che sicuramente starò male fino al giorno della partenza. Ci sarà Salvino che si prenderà cura della mia base alcoolica. Poi andrò a casa a Cumiana e guarderò gli occhi tristi di mio padre, la finta indifferenza di mio fratello, l’ansia di mia madre. Ci saranno i soliti discorsi analitici sulla mia indipendenza, quelli sul – però Silvia poi inizia a pensare anche seriamente al futuro - , e che lo sappiamo che sei in gamba etc etc Ci saranno le mie lacrime impaurite sotto il cuscino durante la notte insonne, dureranno qualche momento ed inizierò ad organizzare i bagagli per il viaggio. Allora il lettore lo metto qui, la digitale lì, la sciarpa, il burrocacao, i documenti. Questa borsa a mano, questo in valigia. L’altro nel borsone. Mi siederò sul letto e guarderò il casino in camera. Non dormirò, di sicuro. La Lettonia mi darà da scrivere. Ho comprato due libri per il viaggio e per le prime notti. Devo comprare un pigiama: io che dormo con una fedelissima sottoveste di seta grigio piombo… dovrò comprarmi un pigiama VERO. Farà freddo e non tollero il freddo, però mi coprirò e farà caldo. Non so il Lettone ma lo imparerò. Va beh basta. Per oggi basta. CONFUSIONE.
15 October Diventa quello che sei.Non so cosa voglio diventare, ma sento che lo sto diventando.
Mi sento in crescita esponenziale.
Mi sottopongo a continui cambiamenti radicali per diventare quello che ancora non sono.
Poi sclero, sì.
Cado nel mio abisso e temo ogni volta di non riuscire a gestirlo, perchè ne conosco il fondo e vorrei non toccarlo mai più.
Piango, tremo, faccio incubi, rifletto su quel che sono e concludo sempre con resoconti deludenti;
ma poi di tutte le carte che butto al tavolo una o due risultano vincenti.
Ora si parte per Jelgava, si starà via un bel po' e si tornerà.
Volevo partire e partirò.
[ Vorrei abbracciarti fortissimo prima di andare via ]
12 October Cara Silvia, ci serviresti in Lettonia.Si parte, quindi.
- farà freddo, molto freddo. Ci saranno un sacco di persone con gli occhi azzurri. Insegnerò l'italiano ai bimbi. BELLA STORIA. - 09 October A tutti i fantasmini che in qualche forma ho amatoL'unilateralità nei sentimenti è quanto di più deleterio ci possa essere.
Il musicista psicolabile, bugiardo ma bellissimo. Sguardo azzurro e folle che avrei dovuto capire da subito. Mi diceva -Io credo che si possa mentire anche con gli occhi- ... Gli piaceva il cielo basso e triste dell'inverno svedese.
Era ombroso e affascinante, diventava pallido in preda agli attacchi di panico, mi chiamava durante la notte, faceva discorsi sconnessi e disordinati. Leggeva quel che avevo letto io e adorava il mio "scrivere sempre tutto e scriverlo bene".
Poi la caleidoscopica testa labirintica di un ometto fantastico, profondo e innamorato.
Siamo sempre lì, io fossilizzata nei miei scleri a spirale e lui nei suoi, ci cerchiamo implorandoci aiuto ma di certo non possiamo più amarci. Io così presa dall'essere qui e voler essere là, lui così preso da un'arte che a tratti lo tradisce e lo svuota e a tratti lo realizza più d'ogni altra cosa.
L'adorabile fisico-barman con centoventitrè dread, se non ricordo male, ha sentenziato che si farà la sua vita. Vive da solo da anni, ha delle barriere esterne spessissime e delle sovrastrutture interne rigidissime. Non basta volergli bene, non basta essere sinceri.
Credo non basti nulla per potergli stare vicino.
Ho passato gli ultimi tre anni a cercare un significato nelle parole contraddittorie degli uomini, ho iniziato solo ora a capire cosa significa essere una donnina ed ho fatto mia la frase della Fallaci "è l'ennesimo fantasma di una ricerca sempre vana" ...
Sono fantasmi, è vero. Illusioni incarnate.
Sono stati tutti sempre molto bravi a chiedermi tempo, aiuto, affetto, coccole, amore o quel che sia, ma nessuno si è mai realmente occupato di me. Di come sono, chi sono, cosa sono stata e cosa sarò. Cosa sarò non lo so neanche io.
- se dolore ti farai io starò attento a ricucire i tagli senza stringere mai - E' una frase di una canzone scritta da un cretino ( Samuel dei subsonica ) ma a me fa effetto perchè parla di dolore, di tagli, di ferite da ricucire.
Sogno i polsi di una ragazza pieni di sangue e mi sveglio tremante.
Mi siedo sul letto, accendo la luce. Mi guardo attorno e sono completamente sola dentro una casa gnomica.
Mi disorienta essere da sola, ma mi dà sicurezza.
Accendo il pc e scrivo.
Perchè è come parlare con qualcuno.
Ero seduta accanto a te in un prato e bevevamo sambuca. Mi parlavi di quando a Malta ti sei sdraiato sull'asfalto aspettando che una macchina ti stirasse. Hai visto nelle mie ferite l'accenno della mia fragilità e non hai detto nulla, se non che le donne sono stupide. Questo lo sapevo anche io, ma perchè sono stupida io non lo sai, non l'hai voluto sapere perchè era troppo importante la tua storia.
Piangevo e tremavo tantissimo quando tu mi dissi - Non posso sostituire la tua famiglia - e cosa avrei dovuto dirti io, quando mi chiedevi aiuto? Avrei dovuto dirti - non sono tua madre - ...
Ero seduta per terra, di fronte a te in piazza Vittorio e piangevo per mille cose che non ho saputo dirti, mi sentivo sminuita, piccolissima e insignificante, confusa. Sono scappata via per nascondere il mio volto disfatto dalle lacrime, mi sono rifugiata nella mia casa minuscola e mi hai seguita. L'hai fatto una volta e per te è anche troppo.
Meglio così.
Non vuoi Silvia, nessuno ha mai davvero voluto Silvia, altrimenti mi avreste stretta forte, fantasmini. Avevate tutti bisogno di amore, di essere amati, ma non di essere amati da Silvia.
E che si appanni pure di nuovo la vista e scendano queste lacrime che odio, che sono inutili e mi ricordano quanto vorrei sentirmi addosso i miei vent'anni, quanto vorrei prendere le cose con più leggerezza e quanto vorrei essere più forte.
06 October Nel diario virtuale non può mancare questo appunto.( I hope ... )
The European voluntary service has seemed the best opportunity to do . Leaving for an experience as voluntary wou clearly serve me to grow, to enrich me, to ripen. I Would like to be able to leave and to be alone from another point of the world, only with my enthusiasm and strength, am sure that big parts of the insecurities and the fragilities which they limit here, in such a context they would be almost set at zero. I am twenty years old and live alone since a year. Turin is charming and very beautiful, but it is my town: I know it, I know everything of her. I am an extremely curious and dynamic girl, I would like to spend these years doing a thousand different experiences in various parts of the world. I deeply hope to be able to leave with the SVE, I am sure that it would be a magnificent experience for my personal formation, would like to have indeed the possibility to put me in whole game, prove to myself and to the others who I am and what I’m able to do. I have been voluntary for Amnesty international in Torino, but unfortunately I have had to leave the organization because I was not able to study, work and do all the other things it is necessary to do when one lives from on her own. Take part in a project as voluntary European would allow me completely to dedicate me to what I must do, would be a magnificent experience for my personal formation and my growth. Think of being for only for six months or a year fills me with adrenalin, it will not be always simple, at least initially, because I’ll have to understand my role, my tasks but I am sure it will be fabulous. I am Italian, but I do not feel yet quite European: I would like doing this experience to live the in first person all the advantages the European cultur can give us. I would like to be able to work as voluntary in associations which look after children, road boys, drug-addicted. I would like to enter the heart of the people I will know and go away full of them and their experiences: I live for this kind of things, I think that only this kind of emotions make sure that the life is not only sacrifice and frenzy. I am afraid not to be able to make, the deep motivations which push me to nominate me to leave gleam through this letter, written in a tongue which sure I do not dominate. I would go to the cold, to the heat, it is enough to me to leave. I am sure to have now the enthusiasm necessary for facing such an experience. My cultural and formative luggage might be limited due to my age, I do not have specific expertise to be offer but I think Until now I have realized I’m able to do anything I decide, I learn quickly , I listen and do treasure of someone else's taught . I thank in advance and wish my best regards.
Ali di vetro..........................sospesi insieme al riparo dal tempo
in volo senz'aria null'altro che vuoto
speranze docili sull'orlo del persempre
sciolgono attese in lacrime arrese
schegge di nuova gioia stupita
come pezzi di vetro conficcati in gola
libere perfino dal tremore d'un respiro
paralizzate in un plumbeo silenzio
si intrecciano si divorano e ci raccontano
ma mentono
di averci visti
ciechi nello schianto
nascere all'unisono
stelle di sangue crivellano il suolo...
..............dietro la scia
dei nostri volti infranti si apre il cielo
a ingoiare i nostri lamenti restiamo a guardarci
nella luce che esplode nell'urlo perfetto
di una speranza che muore Ali di vetro si spezzano in un boato muto
Incapaci precipitano nere di pece Ali di vetro mi soffocano mi dilaniano piano come mani d'amianto che bruciano.......... 02 October Camaleontica"Penso che tu sia la persona più complicata di questa terra ed è per questo che ti voglio bene"
Notte insonne, neanche fosse una cosa strana ultimamente.
Il display del telefono che si illumina. Un messaggio.
A volte ritornano, si dice.
Io non sono complicata, ma per lui potrei anche esserlo visto che in effetti mi ha vista crescere in questi ultimi due anni, tre anni... quanti sono neanche lo saprei. E volente o no, con lui ho parlato dei miei abissi emozionali come non ho parlato con nessun altro.
E' l'inizio del terzo. Vero.
Ho disegnato stanotte. Anzi, diciamola tutta. Ho dipinto. E' strano come le mie piccolissime forme d'arte si sviluppino solo in stati di abissale tristezza. Dalla tristezza però sono venuti fuori i colori. Un sole, addirittura.
Mi sento ferma, per questo sono giù. Il "waiting for" sta per finire. Ho fatto e disfatto tutto. Questo da un anno. Adesso?
Si riparte. Tutto si muove per farmi partire. Si spezzano legami che non funzionavano del tutto, si disperdono amici in giro per il mondo, si fanno sentire persone incontrate in villaggio per dirmi che sono una camaleontica ragazza diventata grigia quanto Torino.
Allora Silvia?
Allora si partirà, perfino i tuoi genitori, gli unici a non essere d'accordo su una tua possibile (ri)partenza, si sono messi l'anima in pace.
Che sei fatta così, che non c'è niente da fare, che l'importante che tu sia felice.
Già solo l'idea, mi fa stare meglio.
E per la solitudine... pazienza, ho un sacco di tempo per fermarmi ed amare qualcuno. E' già qualcosa che io sia capace di farlo e di farlo con sincerità e profondità. Non è da tutti.
01 October post dall'abisso emozionale di MeleRiesco a rovinare sempre tutto
quel che di buono faccio in polvere... di polvere... e non son mai costante con me stesso e con la gente sfido le note anche se è inutile... inutile e non mi importa niente di che dice la gente che vivo nelle favole e mi serve solo un auto e sogni e carta e penna con cui scrivere... scrivere di forza ne ho abbastanza per respingere chi non mi pensa e ferirlo con la mia distanza che... che poi però mi porta a camminare a star solo come un cane a bere e a far esplodere... esplodere la voglia di scappare via e vedere se io mancherò... mancherò alla gente a cui parlo e non mi sente capirò capirò per sempre chi mi ama e chi mi mente ma non sarò distante da chi mi ha amato sempre anche quando ero inutile... inutile e fragile... e fragile e porterò per sempre dentro quello che mamma e papà dicevano... dicevano di star vicino sempre a chi a bisogno e a chi non ha niente e di capire quello che ti invidiano... ti odiano e di farmi anche male se è il caso di menare di darle pur di prenderle... di prenderle ma di combatter sempre per orgoglio e dignità, combatterò per dimostrare sempre che io non sono un perdente con umiltà... umiltà e mordente vincerò battaglie e guerre e mi sentirò grande solo quando la gente che amo potrà dividere... dividere il premio per aver scommesso su di me ricorderò le faccie di chi sempre ha dato calci alla mia mente Questa canzone deve stare qui. In questi giorni, in questa pagina. In questo blog che è il diario dei miei abissi emozionali. Me l'ha dedicata un amico, diventato ormai importante come un amico di vecchia data.
Stanotte ho ingerito sette pastiglie di valeriana prima di riuscire ad addormentarmi.
Per poi dormire tre ore e avere gli incubi.
Vorrei sciogliermi.
Non c'è una sola cosa che vada come deve.
- Sei sempre infelice -
(Grazie, lo so) - No, no, sono solo un po' nervosa -
Ostento calma e sicurezza. Intanto muoio.
Mi alzo, vado al bagno. Vomito.
Chissà perchè.
- Stai male? -
(Mi sembra evidente) - Ho un po' di mal di stomaco, non ho digerito. - ( In realtà non ho neanche mangiato )
- Ti senti sola? -
.... un po' ..... - Ma va, io sto bene sola - ( Vero, ma da sola non posso coccolarmi...mi piaceva essere uno zainetto... )
- Torna a casa -
( Torna a casa... eh?????? Io vorrei andare dall'altra parte del mondo ) - No, ho una vita a Torino. -
- Hai vent'anni, devi pensare che domani sarà sempre più bello -
- Sono davanti al water, ci trovo ben poco di bello. Mi si attorciglia lo stomaco e ho dormito tre ore riuscendo a sognare che diventavo una barbona esaurita - .
- E' per questo che non vieni mai a casa, perchè non vuoi farti vedere così -
- H O S O L O M A L D I S T O M A C O -.
( A me sembra che sia un continuo cercare sincerità nell'altro e aver paura che questa sincerità non ci sia, cercare di dormire tranquilla e svegliarmi più stanca di prima. Non riesco ad imparare che prima di tutto ci sono io. )
( Sono tutti giganteschi fantasmi di una ricerca irrimediabilmente vana. E non è una novità. Sembra che la mia vita sia un percorso di accrescimento cinico. Non vorrei che fosse così. )
Parlo da sola e mentalmente, senza rispondere. Rispondo quello che è giusto rispondere mentre mi logoro pesantemente di tutt'altri pensieri.
Ho sonno. Sono pallida. Mi faccio mediamente schifo come sempre.
Oggi devo andare in banca. In Comune.
All'anagrafe. Dalla dottoressa.
La Dottoressa aspetta ancora un mio disegno. Magari oggi lo faccio.
Le riproduco il quadro di quel tunisino, quello dove c'è una sagoma con una pistola alla tempia e le farfalle che escono.
Bello, gotico e cupo.
Nella mia tana torinese mi sfonderò d'alcool e mi perderò in un libro che si intitola CIELO PRIVATO.
Pensare alle parole di altri mi aiuta a non pensare alle mie.
Noemi AIUTAMI.
Qui Mele non ne esce più...
Il mio sorriso è l'ossimoro di me stessa.
FOSSE ANCHE UN BISOGNO D'AMORE SAREBBE DEL TUTTO UMANO. VAFFANCULOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO. |
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