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28 December Come un gomitolo di lana rosaC'era della magia, la sentivo sfiorarmi la pelle e lambirmi le labbra. Era incolore, come
polvere chiara in volo, volteggiante in un movimento impercettibile, illuminata dal fascio di luce flebile del sole di dicembre.
Magia dei corpi, credo.
C'era un silenzio, nella mia mente, un silenzio confuso e complicato.
Pensieri rapidi più del solito, ma inconsistenti, inesprimibili.
Un gomitolo di lana rosa.
[...Mi sento un gomitolo di lana rosa in questi momenti. La lana talvolta punge...]
21 December E' che a parte tutto io sono felice.-Io voglio andarci di nuovo in Sardegna, Mele.-
-Io no, Camy, quest'anno Spagna. -
-Ma sì una settimana la facciamo. -
-Se ho i soldi volentieri, ma non li avrò per andare sia in Spagna che in Sardegna.-
-Ma prendiamo una casa? -
-Sì. -
-Con Riky e gli altri?-
-Con il mondo, Camy. Con tutti quelli che vogliono andare in Spagna, amici degli amici degli amici.-
-E ci andiamo in macchina? No, perchè io non mi sbatto in Spagna in macchina. E poi come si guida in Spagna? -
-Con il volante.-
-E ma come? -
-Come in Italia...-
-Ma non conosciamo le strade-
-Compreremo uno stradario...-
-Giusto-
-E ma poi dobbiamo trovare un posto che sia vicino al mare, vicino ai mezzi di trasporto, vicino a Barcellona.-
-Sì, dobbiamo andare in agenzia e farci socia la signorina che sta davanti al piccì.
-Andiamo a Piossasco, vicino all'Aci. Quella è brava.-
-Ah sì, la mia omonima. Sìsì lei ci sta.-
-Le diciamo senta noi dobbiamo festeggiare il diploma, vogliamo fare festa tutte le sere, vogliamo una casa, vogliamo tutto.-
-Anche il frigo pieno.-
-Ovvio.-
-Aggiungi legna che si spegne il camino-
-No mettili così-
-Ma a me piace metterli così, come nei film, un tronco sopra l'altro.-
-Eh fai così allora.-
-Apro l'aria?-
-Sì.-
-Andiamo ad aprile?-
-Sì. -
-Mi fumo una siga e me ne vado. Ok?-
-Ok.-
Io devo andare in Spagna questa estate, per festeggiare il diploma.
Per festeggiare che ho diciotto anni e che tra un po' viene il bello.
Oppure che il bello finisce.
Che ne so, so che sono confusa.
So che in fondo sono felice.
So che però tutto fa terribilmente schifo.
So che il mio equlibrio è un illusione e che crollerò di nuovo.
E che poi ora fa freddo, e che domenica è Natale.
Non va bene, non va male.
13 December Chissà.Questo è il mio diario. Io mi sento così. Ce l'ho in testa da un po' di tempo. [ Lorenzo Cherubini, tutti i diritti riservati del caso, eh.]
La linea d'ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo
a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo
mi offrono un incarico di responsabilità
portare questa nave verso una rotta che nessuno sa
è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria
ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto
mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome
il fondo del caffè confonde il dove e il come
e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione
nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione
per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone
è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione
soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave ha bisogno di un comandante
mi hanno detto che la paga è interessante
e che il carico è segreto ed importante
il pensiero della responsabilità si è fatto grosso
è come dover saltare al di là di un fosso
che mi divide dai tempi spensierati di un passato
che è passato saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto
di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura
cosa sarò dove mi condurrà la mia natura?
La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio
le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio
"la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione
e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione
guardando il cielo un senso di oppressione
ma è la mia età dove si sa come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà
che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto
e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera
dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera
ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture,
i libri dello zen ed il vangelo l'astrologia che mi racconta il cielo
galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare
ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare.
Mi offrono un incarico di responsabilità
non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto
se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare
portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone
mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto
e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare
studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte
quando si parte
e quando passerà il monsone dirò
levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.
Non ci sono le virgole perchè è il testo di una canzone, credo sia una motivazione plausibile.
...E se qualcuno ritiene che questo sia irrilevante, non lo è: sempre siano lodate le virgole. Tant'è.
Forse se leggessi anche io il Vangelo sarebbe più semplice, forse la Fede potrebbe rendere tutto meno pesante, meno angosciante. Il fatto è che proprio non ci credo e mi sento così terribilmente immobile. Sì angosciante in quel senso caro Kierkergaard. E' già stato scritto tutto da altri, non sono nè la prima, nè l'ultima a sentirsi così.
COME UN PUNTO DI DOMANDA IN BILICO SULL'ORLO DI UN BARATRO NEBULOSO E INTENSO
08 December Link ...Documento di un oncologo dell'ospedale San Luigi di Orbassano sui rischi di dispersione delle polveri di amianto in Val di Susa:
Ho tanta paura che questo progetto venga davvero realizzato... io il tumore non lo voglio.
...................................................................Piccolo sfogo personale.......................................................................
Mettetevi cortesemente il manganello in culo ad uno ad uno, grazie.
Mangiatevi l'amianto al posto loro.
E al posto della polizia in assetto anti sommossa,
arruolate un esercito di ingegneri capaci di costruire
una linea per l'alta velocità
riducendo al minimo il pericolo polveri d'amianto, grazie.
E se non volete sapere cosa penso dell'alta velocità,
come della riforma Moratti,
non datemi neanche il diritto di voto
perchè non me ne faccio proprio un cazzo.
_ perdonate la volgarità, non mi viene in mente nulla di più diplomatico_ |
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