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March 24 countdown [...and I say: hey hey hey hey... what's goin' on? ]...then I start feeling a little peculiar
so I wake in the morning and I step outside
I take a deep breaththen I get real high
then I scream from the top of my lungs
...what's goin' on... e che il futuro sia un tappeto che si srotola via.March 18 infrasilvia
la luce delle sei del pomeriggio degli ultimissimi giorni dell'inverno millenovecentonovantaboh, un tavolo in legno con sopra una torta, una manciata di candeline accese ed un desiderio da esprimere. Un caschetto nerissimo e lucido, un sorriso vivace e sveglio, due occhi grandi da strega, spalancati a brillare di felicità nel giorno del compleanno numero non mi ricordo. Un dettaglio: tantissimi palloncini colorati.
mezzanotte virgola zerouno, la brandina sminchiata di un ostello umido e il venti marzo duemilaeotto si avvicina. Ecco: vorrei sapere soltanto perchè da un certo punto in poi io abbia iniziato ad identificare la felicità in frammenti di immagini prive di precisa definibilità temporale ma certamente appartenenti al passato. Vorrei capire perchè non sia più capace, infrasilvia parlando, di guardare al presente o immaginare il domani senza disillusione e paura. Vorrei localizzare il momento in cui tutto è cambiato e la serenità non è più potuta esistere, se non come un paradosso della coscienza o una curvatura della memoria..
vorrei sapere perchè se oggi aprissi l'armadio e venissi sommersa da palloncini colorati, riuscirei soltanto ad accennare un doveroso sorriso di ringraziamento per chi ha perso fiato nell'ideare siffatto effetto speciale ed invece chissà quanti anni fa la cosa mi rese talmente felice da imprimersi indelebilmente nella mia memoria storica.
Adesso, addirittura, le sorprese non mi piacciono affatto.
vorrei fare aperitivo vecchio stampo con birra in bottiglia e pacchetto di patatine aperto sul tavolo, seduta sulla sedia di plastica verde sotto l'ombrellone dell'Algida in uno dei chioschi del Valentino e... star semplicemente lì a costruire il cimitero delle birre morte fin quando il cielo non diventa rosa.
Vorrei esprimere un desiderio seduta sulla sedia per me grande come un trono regale, chiudere gli occhi e sentire fortissima la voglia che si realizzi, l'attimo dopo riaprirli e, infrasilvia, non ritrovare sconsolata la solita amaradulta disillusa certezza che non si realizzerà. - March 15 Silvietto ipse dixitRaccomandata A.R. Roma, 14 marzo 2008 A Pier Silvio Berlusconi Vice Presidente Mediaset Viale Europa 46, 20093 Cologno Monzese Oggetto: Istanza di matrimonio ai sensi delle dichiarazioni del candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi nel corso del programma "Punto di Vista" del Tg2 del 13 marzo 2008 Il/La sottoscritto/a ______________________, nato/a a _________ il _______________, residente a ______________, in Via/Piazza _________________________, (Codice Fiscale _____________________), lavoratore/trice precario/a della Repubblica italiana, facendo seguito alle dichiarazioni del candidato premier del PDL Silvio Berlusconi nel corso del programma "Punto di Vista" del Tg2 del 13 marzo 2008 rivolte ad una giovane lavoratrice precaria, che si riportano per intero: "Io, da padre - ha risposto Berlusconi sorridendo - le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere". ED ESSENDO IN POSSESSO DEI REQUISITI PREVISTI DALLE SUDDETTE DICHIARAZIONI (CONDIZIONE DI LAVORATORE/TRICE PRECARIO/A E LODEVOLE SORRISO, - n.b. requisito quest’ultimo acquisito a seguito dei ripetuti colloqui per i rinnovi dei contratti) CHIEDE di potersi sposare con Lei e nelle more dell’espletamento della cerimonia di poter essere mantenuto/a con adeguato assegno di mantenimento. Ai allega a tal fine foto attestante il requisito del lodevole sorriso. Si dichiara altresì di non aver inviato analoga istanza ad altro milionario. Città, ………… (data) FIRMA (nome e cognome leggibili) March 12 - 30 ... waiting for the reality becomes real.
From Riga (RIX) to Milan (Orio al Serio) (BGY) Sat, 12Apr08 Flight FR4715 Depart RIX at 11:40 arrive BGY at 13:35 ....donna vassoioIl sushi servito su una donna nuda: 75 dollari.
Cioe', ma come fai a farti ridurre ad essere un vassoio per lavoro ( perche' nel privato puoi anche fare da tappeto, se la cosa ti rende felice ) ma....dai... non puoi permettere che qualcuno lucri sul fatto che tu stai facendo il vassoio, dai cazzo, e' inconcepibile.
niente, volevo solo scrivere questo, per ricordarmi che ogni tanto mi chiedo: ma io che cosa ci faccio in questa parte del mondo.
Forse, la consapevole e personale scelta di un velo che copra i capelli e lasci intravedere solo il fascino di uno sguardo ed un volto femminile, e' da rispettare.
Meglio di una donna nuda a far da vassoio.
March 10 back home... almostApatia storica, nel giorno in cui tutti mi dicono congratulation e non capisco perchè, salvo poi realizzare che per il calendario lettone oggi è santa Silvia.
Santa subito, mi vien da dire.
E mi si chiede se voglio fare una festa stasera, per festeggiare il mio name day: eh?
Beh sì c'è da essere felice, potevo chiamarmi Ermenegilda oppure Jennifer, invece, per fortuna, mi chiamo Silvia. Gioiamo in coro.
Avrei preferito essere Sofia, ma va beh, son Silvia e tant'è.
Cos'altro?
Apatia in un giorno di sole, quasi preoccupante. Sa, Santa Silvia, che facciamo? ci svegliamo dal grande sonno invernale o stiam qui a toccare se il termosifone è caldo ancora a lungo? Non è che siam qui a toccar termosifoni freddi, dicevano i saggi.
Mancano una trentina di giorni e finirà lo stand by a basso consumo, inizierà non so cosa, ma qualcosa inizierà.
E gioiamo nuovamente, tornerò a Cumiana.
Che bello.
Neanche se mi sforzo, mi vien da esserne felice.
Mi pervade, anzi, un diffuso senso d'angoscia non ben definita, mista ad ansia, sìsì.
No, perchè Cumiana significa: Silvia è pronto e io non ho fame.
Perchè non stai mai a tavola con noi e poi mangi dopo da sola ?
No, perchè Cumiana significa dover spiegare che a me la fame è venuta un'ora dopo l'ora convenzionalmente decisa per la cena e che sono terribilmente affranta per questa mancata sincronizzazione del mio stomaco con il vostro, per altro.
Non sembra, ma sono problemi.
Il termosifone comunque è freddo.
Oppure significa dover ogni giorno sentire il resoconto delle uscite monetarie mensili eh chissà dove ci porteranno con questo carovita.
Sotto un ponte, mamma, tutti sotto un ponte. Quello dei Muri però, almeno facciam festa ora che arriva il bel tempo.
March 02 Lucidita'{ r i p i a n i f i c a z i o n e e s i s t e n z i a l e }torno indietro e ne sono convinta.
come se ci fosse, adesso, la certezza di sapere che non ho piu' bisogno di volare Altrove per ritrovarmi come se ci fosse la consapevolezza che tanto non mi trovo perche' non so proprio dove sono come se sapessi che forse neanche vorrei trovarmi come se credessi che tanto non sono piu' io come se non ci fosse nessun modo per essere diversa da come sono come se mi volessi costantemente piu' forte piu' serena piu' grintosa come se complicarmi la vita fosse la cosa che mi riesce meglio come se sentirmi in bilico fosse inevitabile come se la linea d'ombra non si dissolvera' mai come se sono in Lettonia e gia' soltanto questo fa ridere come se forse tra due settimane saro' di nuovo in Italia come se chissa' come andranno le cose e se mi deluderanno di nuovo come se avere una sfera di cristallo mi risolverebbe davvero la vita come se avere ventuno anni fosse come averne quindici e a tratti come averne venticinque come se a volte vorrei non essere neanche nata come se chiedermi il perche'di tutto fosse il mio unico vero problema come se smettere di pensare sarebbe meglio come se nella prossima vita vorrei essere Cassano o un qualsiasi altro tamarro tatuato e deficiente come se non essere una ninfetta sculettante non mi nobiliti affatto ma mi mortifichi l'ēsistenza, come se guardarmi allo specchio e sentirmi perennemente un cesso fosse inevitabile come se essere da tre anni in crisi post adolescenziale fosse normale come se non ci fosse una soluzione al voler sparire per un tempo indeterminato e poi voler ricomparire credere di poter spaccare il mondo e realizzare di nuovo di non farcela come se tornare fosse una soluzione come se mi illudessi che poi saro' felice come se non sapessi che invece non e' cosi' come se sognassi una condizione mentale che forse non raggiungero' mai ma che almeno mi fa compagnia da anni mi caratterizza mi rende quello che sono come se forse un giorno mi vedro' riflessa e mi diro' brava oppure mi diro' basta come se sentirmi sempre e solo in potenza fosse logorante e insopportabile come se pendere dalle labbra di qualcun altro che mi ricordi le mie capacita' fosse patologico come se.
Come se scrivere tutto questo sullo sfondo grigio di un blog servisse non solo a passare il tempo ma a rendermi conto che non ho la capacita' di
sparire in dissolvenza, di diventare aria, di frammentarmi in piccoli pezzi, di smetterla di
sentirmi accennata,
di chiedermi perche' per come dove quando se ci riusciro' se sara' bello se saro' felice perche' tutto e' in continua evoluzione e solo io resto cosi' ...a guardare il cielo a sperare che sia azzurro a calcolare quando ci sara' la luna piena a dirle che lei c'e' sempre quando mi succede qualcosa di bello a desiderare un cielo con le stelle della sabbia il mare un po' di vento a voler solo essere un'altra in un altro posto. Sempre costantemente sempre costantemente sempre costantemente: il desiderio di essere tutto quello che non sono con la bellezza che non ho le capacita' che non ho la forza che non ho.
come se tutto non fosse cosi',
io riparto.
{ abbracciami, cosi' sparisco... }
March 01 resocontoUna valigia arancione con dei fiori verdi da fricchettona post moderna ed una stazione vista e rivista.
Un biglietto costosissimo tra le mani, una scena pensata e ripensata con un ragazzo che, insomma, chi l'āvrebbe mai detto.
Un abbraccio bloccatissimo sotto un cielo torinese color Lettonia, un magone accennato e la certezza che va beh, tanto torno.
Si', pero' intanto sto andando via.
Milano centrale e poi il finestrino di un pullman per Orio al Serio: due che si salutano, la rosa nelle mani di lei, rovesciata lungo la schiena di lui, un bacio, la rosa che cade sull'asfalto.
Un barbone che lentamente si riversa a terra e resta li', con il sangue che cola dal naso e va giu', a creare una surreale immagine di disperazione amore indifferenza.
Cerco nervosamente una canzone che mi allontani.
La rosa, il sangue, la mia vita in stand by.
Solita distanza artificiale, una canzone che mi riporta sulla bici, di notte, d'estate, a correre veloce lungo via Po.
Sogno, sembra vero, lo accarezzo mentre e' lui a dormire, poggiato sulle mie gambe, lo guardo innamorata ma non c'e' gia' piu'.
L'aereo in ritardo e poi il volo.
L'atterraggio, le lacrime, il pensare, pensare, pensare.
La consapevolezza, amara, che non servira' a niente
La notte, la pioggia, la giacca fradicia, la paura in mezzo al tirgus buio e le bottiglie di vodka rotte a terra.
Il pullmino che mi porta a quella che tecnicamente e' casa mia.
Stravolta, abbastanza triste.
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